Un teatro che risponde

L’apprendimento si svolge all’interno di una tensione che delimita il confine tra quello che so già e quello che non so ancora. Questo spazio è colmo di energia e potenza che riesce a portarmi all’apprendimento e dunque al cambiamento, alla trasformazione, tanto più sono in condizione di poter familiarizzare con essa, dunque di poterne fare esperienza più e più volte. Il laboratorio BimboTeatro “sfrutta” la consapevolezza di questa tensione e lascia che il bambino se ne avvantaggi ad ogni laboratorio, ripetendo la sua esperienza fino a poter colmare il confine tra l “ero” e il “sono”. Nell’intuizione di questa potenza, l’adulto e il bambino, trovano beneficio dal ricominciare ogni volta da capo, avvertendo allo stesso tempo come il “capo” non sia più lo stesso, ma si sia spostato di volta in volta un po’ più in là, delineando un nuovo punto di partenza per ciascuno, secondo i suoi tempi, nel rispetto delle sue capacità, delle sue emozioni, delle possibili battute d’arresto, che possono richiederci anche una pausa e dirci che è tempo di fermarci un po’ e far sedimentare quanto appreso fino a quel momento per ripartire più tardi per nuove acquisizioni. D’altronde nessun apprendimento può considerarsi tale se non ci mette in direzione di un cammino, il cui motore e fine, al tempo stesso, è nell’inesauribilità dello stesso e nella conquista di tutto quello che posso apprendere su di esso, in primis un bisogno.
Cosi mentre attraverso la metodologia BimboTeatro i bambini imparano a conoscere e sviluppare le loro competenze, noi adulti impariamo a conoscerli, a conoscere le esigenze del nostro gruppo e a modularci su di esso.
Così il teatro chiede e non impone, ma soprattutto, risponde.