La valenza educativa del rito

Oggi voglio porre l’attenzione sull’importanza della ritualità nell’ambito della metodologia BimboTeatro, soffermandomi sulla valenza educativa del rito.
Tutto il laboratorio di BimboTeatro è fondato su un susseguirsi di azioni che si ripetono e che nel loro insieme configurano un percorso, un cammino.
Attraverso questo cammino, scandito dall’azione ripetuta e incarnata, il bambino impara ad avere coscienza del proprio corpo come linguaggio. Proprio come per il linguaggio, infatti, egli apprende i suoi movimenti procedendo gradualmente, “passo dopo passo”. Le prime parole da lui pronunciate sono per lo più suoni imperfetti e così lo sono anche i movimenti che va sperimentando, all’inizio “incerti” e per lo più sconosciuti.
Le prove che vengono proposte, nello spazio-gioco di BimboTeatro, pur coerenti con le tappe di sviluppo del bambino, rappresentano stimoli nuovi che lo invitano a costruire, imparare e creare i movimenti che meglio si adattano alla riuscita e al superamento della prova stessa, la quale richiede un’attenzione mirata al proprio corpo e/o a parti di esso.
La ritualità, in tal senso, garantisce al bambino i tempi di maturazione e di conquista del gesto, poiché ripetendo più volte l’azione egli impara a regolarla e a perfezionarla. Nel mentre, l’azione si colloca nella sua memoria e nel poterla mentalmente rievocare il bambino sposta sempre più l’accento dall’azione corporea alla visione, aprendosi gradualmente alla rappresentazione simbolica*. La particolarità di questo laboratorio è che il bambino vive ogni passaggio in totale autenticità e spontaneità, vale a dire con tutto se stesso, dandosi totalmente nel qui e ora di quel che sta vivendo, poiché nessun imperativo dall’alto lo obbliga a compiere una determinata azione se non la sua stessa motivazione, la quale nasce spontaneamente grazie alla componente ludica e al clima emotivo fortemente positivo che regge tutto il laboratorio.
Siamo cioè in presenza di un processo che, attraverso il rito, stimola la personalità in modo istintivo, attivando la coscienza attraverso il movimento e facendo dell’azione rituale la via per attivare la personalità globale. Una via che lo psicanalista Erich Neumann definisce Via dei Misteri. Lo spazio simbolico in cui il bambino è chiamato ad entrare, attraverso il gioco del teatro, è infatti per lui universo nuovo, ma la ritualità gli permette di entrare in questo universo senza sentirsi spaesato poiché la ripetizione genera sicurezza e padronanza e la condivisione con il gruppo ha un potente effetto socializzante.
La strada magica che percorriamo (rito significa proprio percorso) è un sentiero iniziatico, non privo di ostacoli, oltre i quali c’è però la conquista di una competenza. Una competenza che il bambino avrà raggiunto strisciando per stretti cunicoli, scalando ripide pareti, attraversando fiumi e sentieri sdrucciolevoli, foreste pericolose, attraversando cioè delle fasi di “crisi/crescita” in cui sperimentando e scoprendo una propria vulnerabilità, la potenzierà fino al suo superamento.
Si sarà compiuta al termine del percorso una trasformazione per effetto della quale il bambino avrà appreso ad agire, sarà consapevole della sua corporeità e la indirizzerà secondo la sua intenzionalità. Mi preme sottolineare come questo “contribuisca a mantenere viva la voglia di imparare e di ricercare, dando un senso alla fatica e allo sforzo”.
Raggiungere un obiettivo qualunque esso sia, dopo aver atteso, sognato, prefigurato, come ci consente di fare il laboratorio di BimboTeatro, dà un piacere indescrivibile, specie se nel frattempo ci si è dovuti anche impegnare. E favorisce l’autostima.
Il rito emana in questo senso tutto il suo valore di simbolo della trasformazione, di percorso da compiere, di completezza da raggiungere.

* l’evidenza di questo passaggio si avverte quando il bambino comincia ad anticipare le azioni che seguiranno ad un dato momento della narrazione.

Bibliografia

Penati C. e Valera A., Il teatro bambino, itinerari formativi per l’infanzia, Edizioni la meridiana, 2012

Neumann E., Portmann A. e Scholem G., Il rito, legame tra gli uomini, comunicazione con gli dei,Edizioni Red, 1991